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Industria 4.0. Dove siamo e dove andremo?

17 Ott , 2018,
esseti
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Non solo investimenti per la digitalizzazione ma soprattutto competenze e sinergie. Questi i focus emersi all’evento Industry 4.0 organizzato da Digital 360 Group.

Si è svolto ieri a Roma, l’evento organizzato da Digital 360 Group e Agenda Digitale sul tema Industry 4.0, programma ormai noto al mondo economico e industriale mirato a sostenere lo sviluppo della nuova rivoluzione industriale dell’era digitale.

Nonostante i due anni trascorsi siano ancora pochi per valutare effetti e risultati di questo impatto, sono senz’altro tempi strettissimi quelli che invece impegnano le imprese ad analizzare il continuo evolversi delle tecnologie e delle sue applicazioni.

L’evento ha messo a confronto il mondo imprenditoriale, accademico e della ricerca e quello istituzionale, per individuare strategie e strumenti utili a cogliere tutte le opportunità di cui il nostro sistema produttivo ha ancora bisogno e soprattutto per gestire in maniera efficace l’economia 4.0.

Due i tavoli di confronto: il primo ha puntato l’attenzione sullo stato dell’arte in Italia, su come le imprese si stanno muovendo in funzione delle  esigenze emerse e a cui si richiede una risposta. Il Secondo, che ha coinvolto maggiormente le parti istituzionali, era orientato ad indicare le priorità politiche e gli obiettivi  dei prossimi interventi a sostegno della trasformazione nel nuovo modello industriale.

Il punto non è infatti quello di poter accedere alle nuove tecnologie – e su questo l’attuale Governo mantiene la rotta segnata dal Governo precedente, nel confermare sostanzialmente gli incentivi  agli investimenti – ma piuttosto quello di saper gestire il cambiamento organizzativo dettato dalla modifica dei processi produttivi e non solo.

Per questo uno dei temi caldi affrontati è stato proprio quello delle competenze.

Dopo l'investimento in macchinari e tecnologia, la strategia è e deve essere sul tema della formazione, è fondamentale l'integrazione tra "vecchio" know how e nuovo know how per continuare produrre ma in maniera ottimizzata
Alberto dal Poz
Presidente, Federmeccanica
Dobbiamo lavorare sul capitale umano (risorse e competenze), con gli incentivi è stato iniziato un percorso ma è e deve essere un lavoro continuativo. Supporto importante da parte della filiera
Carlo Robiglio
Presidente Piccola Industria e Vice Presidente Confindustria

Mai come oggi la visione di un necessario cambiamento “culturale” nella visione di impresa,  risulta essenziale e condiviso da tutti gli analisti e stakeholder.

Limitare il focus al termine “industria” risulta già troppo riduttivo.

Per questo si preferisce utilizzare il termine “impresa” 4.0, a significare che non si può pensare che l’innovazione produttiva sia la sola e definitiva soluzione per un miglioramento organizzativo a garanzia allo sviluppo del sistema economico.

La rivoluzione non è industriale ma di impresa nel suo complesso. Deve investire l’intera organizzazione e quindi tutte le risorse umane.

Il problema delle competenze non riguarda solo la carenza di figure idonee a gestire l’impiego di strumenti e macchinari evoluti, quanto piuttosto la necessità di coinvolgere figure professionali impiegate in tutti i livelli dell’organizzazione, soprattutto a partire dal managment.

Marco Perona – Professore Ordinario – Università di Brescia e Socio Fondatore, IQ Consulting, ha evidenziato le differenze di coinvolgimento delle risorse Umane all’interno del processo 4.0 (dati del periodo 2016-2017)

Sono proprio le Funzioni Manageriali  – Amministrazione, Risorse Umane in primis – ha risultare  quasi completamente estranee a questo coinvolgimento.

Questo dato appare senza dubbio allarmante perché indica una forte carenza di “visone” complessiva e sistemica dell’imprenditoria italiana ad accogliere, se non a prevedere, la vera innovazione che consente il necessario salto di qualità.

In questo contesto di analisi si è discusso anche del ruolo delle figure tecniche, punto dolente del nostro sistema di istruzione e formazione, che restano ancora incagliate in un sistema inadempiente e incoerente con le dinamiche effettive del mercato.

L’istituzione degli ITS , mirati proprio a generare un’offerta adeguata a questa domanda, resta ancora arginata ad un sistema non efficace, sul quale comunque il Governo di chiara di volere lavorare per migliorare  e potenziare questo canale.

Come è emerso soprattutto nel dibattito che ha coinvolto in particolare il mondo imprenditoriale, ma anche quello accademico,  questo è però solo uno degli ostacoli da superare. Serve un cambio di passo per la crescita di competenze che vanno oltre le abilità tecniche.

Serve una revisione degli obiettivi di investimento delle imprese che non possono prescindere dal riservare importanti fette di budget all’area organizzativa e manageriale includendo anche investimenti materiali mirati a gestire la digitalizzazione complessiva dell’organizzazione non solo in termini produttivi, ma in termini di processi di controllo, monitoraggio e data analysis.

Da qui è emerso un’ulteriore tema significativo, ovvero quello della Cybersecurity e della gestione complessiva della sicurezza dei dati aziendali come ha evidenziato soprattutto Andrea Muzzi – Sales Engineer, F-Secure Corporation Italia

Il pensiero deve essere quello di definire strategie di gestione della sicurezza e non quello di intervenire in caso di.

Le ragioni dei molti problemi rilevati sono ovviamente riconducibili alle caratteristiche tipiche del nostro sistema industriale .

Prima fra tutte le dimensioni delle nostre imprese, per il 90% collate nella Media e Piccola dimensione.

E uno degli obiettivi preposti è quello appunto di far crescere le dimensioni delle imprese. Sia come opportunità di business che come sviluppo organizzativo.

Il ruolo delle numerose Start up e la possibilità di creare sistema con le imprese più dimensionate è un obiettivo molto sentito  dai vari relatori, visto addirittura come unica strada direttrice per lo sviluppo.

In questo si vede anche la necessità di rafforzare gli strumenti di sostegno al sistema della filiere produttive, alle caratterizzazioni produttive del nostro paese che sono eccellenze uniche al mondo – manifattura e meccanica in primis –  e che sono il vero volano dell’intera economia.

Bisogna orientarsi verso un prodotto nato già su piattaforma e legato al dato, ma soprattutto dobbiamo fare un cambio di passo e crescere, passando da imprese piccole a medie e grandi. Questo è il momento in cui gli obiettivi del Piano devono essere arricchiti, va aperto in primis a più imprese innovative coinvolgendole direttamente
Giovanni iragliotta
Co-direttore dell'Osservatorio Industria 4.0, Politecnico di Milano

La digitalizzazione e le nuove applicazioni tecnologiche hanno in se la possibilità di “integrare” i sistemi, e possono quindi stimolare e sostenere una vera politica di sviluppo delle filiere, generando quindi input di crescita per le aziende che sono in grado di essere coinvolte nel sistema , ancorchè piccole ma dotate di capacità innovativa e competenze orientate all’innovazione.

Tanti nodi quindi ancora da sciogliere e su cui lavorare.

Presentiall’evento a rappresentare il Governo, Marco Bellezza – Consigliere giuridico della Presidenza del Consiglio dei Ministri e Stefano Firpo – Dirigente Generale, Ministero Sviluppo economico. 

Entrambi hanno confermato il ruolo di sostegno a questo modello industria 4.0 indicando le priorità a cui intendono puntare, come la diffusione di tecnologie AI e Blockchain, sostenere il sistema PMI e intervenire nel canale dell’istruzione tecnica superiore per adeguarlo e migliorarlo in risposta alle effettive esigenze professionali.

C'è anche la formazione, importantissima, dove bisogna trovare una forma di coerenza tra le diverse lauree professionalizzanti. Bisogna lavorare bene sulla filiera, le tecnologie abilitanti tipo Blockchain, IoT
Stefano Firpo
Dirigente Generale, Ministero Sviluppo economico
C'è massima attenzione da parte del Governo verso i temi dell'innovazione, ma la loro giusta veicolazione è compito anche del servizio pubblico.
Marco Bellezza
Consigliere Giuridico del Vice Presidente del Consiglio

Al via i voucher per la digitalizzazione delle PMI

8 Nov , 2017,
esseti
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Dal MISE arrivano 100 Milioni di Euro per accompagnare le imprese nei processi di digitalizzazione e di ammodernamento tecnologico

Fonte: MISE – Ministero dello Sviluppo Economico

agevolazioni digitalizzazione impreseIl Piano industria 4.0 continua ad essere alimentato attraverso nuove opportunità di investiento.

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha finalmente dato attuazione con decreto direttoriale lo scorso 27 ottobre, alla DM 23 settembre 2014.

Sono state definite le modalità e i termini di presentazione delle domande di accesso alle agevolazioni che dovranno essere presentate esclusivamente per via telematica.

Le domande potranno essere presentate dalle imprese a partire dalle ore 10.00 del 30 gennaio 2018 e fino alle ore 17.00 del 9 febbraio 2018.

Già dal 15 gennaio 2018 sarà possibile accedere alla procedura informatica e compilare la domanda.

Le risorse sono ripartite per Regione attraverso l’utilizzo di Fondi quali il Fondo sviluppo e coesione e il PON Imprese e Competitività 2014-2020

I Voucher quindi saranno assegnati dopo la valutazione delle domande presentate e ovviamente in numero limitato ai fondi disponibili.

E’ quindi  importante essere preparati ad individuare i necessari investimenti e avviare fin da ora la fase di progettazione tecnica necessaria a descrivere il processo di  innovazione di cui l’azienda ha bisogno.

Si tratta di un’occasione importante che consente alle piccole imprese di rinnovare, mettere in sicurezza, rendere competitiva la propria attività, dimezzando il costo effettivo.

Per supportare le imprese nella realizzazione del processo di progettazione, compilazione e presentazione della domanda,  offriamo un servizio di consulenza completo che vi accompagna nel controllo degli adempimenti necessari e nella scelta degli investimenti più idonei.


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Innovazione e competenze digitali nella legge di Bilancio 2018. Continuano le opportunità di investimento per le imprese italiane.

18 Ott , 2017,
esseti
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Investimenti infrastrutturali e investimenti in formazione. Questi i binari su cui devono transitare nel 2018 le imprese italiane.

Fonti: Il sole 24 Ore, PMI.IT, La Repubblica.it

Investimenti IT agevolazioni per le Imprese

Tra gli elementi cardine della legge di Bilancio 2018 emerge ancora il tema dell’innovazione come fattore determinante dello sviluppo delle imprese.

Investire in innovazione è quindi la linea consolidata del Governo, per rafforzare e incentivare i piani di investimento delle imprese italiane.

La strada è tuttavia ancora molto lunga e soprattutto non priva di inconvenienti.

Basti pensare alle problematiche legate alla connettività che in molte aree del Paese risulta ancora sofferente, nonché alle problematiche della gestione della rete.

Ma al di là di questi aspetti, restano comunque necessari gli investimenti infrastrutturali, che le imprese, soprattutto quelle del comparto produttivo, non possono ignorare se vogliono acquisire competitività e quindi crescita su un mercato che ormai non può essere considerato diversificato.

La diffusione delle tecnologie in ogni ambito, impone un modello di gestione e di produzione ormai comune a tutte le imprese, basato sull’investimento in innovazione.

L’ opportunità di sfruttare ancora gli incentivi 4.0 come il superammortamento dei beni strumentali al 130%, riproposto nella Legge di Bilancio 2018,  è quindi fondamentale per lo sviluppo delle Imprese italiane, ed in particolare per le PMI.  Per tutto il 2018 c’è  quindi ancora margine per adeguare i propri sistemi e le proprie infrastrutture tecnologiche.

Resta invece al 250% l’iperammortamento, che riguarda gli investimenti in macchinari digitali e probabilmente al 140% per i software.

L’attenzione all’innovazione comporta quindi anche la necessità di gestire al meglio nuove tecnologie e strumenti digitali nei processi lavorativi . Per questo le Imprese non sono chiamate solo ad investire in infrastrutture a anche e soprattutto in formazione e sviluppo di competenze orientate all’innovazione digitale.

Nella legge di Bilancio è previsto infatti anche uno strumento nella forma di credito d’imposta per la formazione in abito di innovazione.

Questo ulteriore strumento invita quindi le imprese a preparare piani formativi specifici per il proprio personale e  gestire così gli investimenti tecnologici con le adeguate  competenze interne .

 


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Innovation 7. Iniziano da Torino gli incontri G 7 dedicati alle strategie di Innovazione

19 Set , 2017,
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G7 Innovazione e ICT

L’engagement group lanciato durante il Vertice di Taormina, rappresenta una prima assoluta, con i ministri del Lavoro, della Scienza e dell’Industria che si avvincenderanno per i tre meeting in sequenza, nella settimana che va dal 24 al 30 settembre

Fonti: Innovationpost.it; g7italy.it; MISE

G7 Innovazione e ICT

Come previsto dal calendario del G7 sotto la Presidenza Italiana , si svolgeranno a Torino gli incontri dedicati all’Innovazione, ICT e Scienza.

Le riunioni organizzate nell’ambito dei programmi del G7 2017, sono organizzate a livello ministeriale dalle principali democrazie mondiali, con l’obiettivo di coordinare le strategie comuni su sviluppo industriale legato alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

Le linee di riferimento per la realizzazione di queste strategie passano dalla necessità di ridisegnare la società e il mercato del lavoro alla luce dell’impatto delle nuove tecnologie.

La tecnologia costituisce il primo diffusore della globalizzazione economica rendendo evidente la necessità di affrontare le  sfide che l’innovazione pone in modo condiviso a livello  internazionale.

Parole chiave: inclusione, apertura e sicurezza

Per questo i governi dovranno adottare piani in grado di rendere accessibile e fruibile l’utilizzo della tecnologia a tutti i livelli , ma allo stesso tempo dovranno disegnare efficaci strategie per la sicurezza,  per minimizzare i rischi derivanti dalla maggiore diffusione delle tecnologie, sia per i cittadini che per il sistema economico.

Temi e programmi

Ribattezzato I-7, lo Strategic Advisory Board to G7 Leaders on People-Centered Innovation, avrà il compito di lanciare ai governi un invito all’azione, richiamando l’attenzione sul divario tra il potenziale offerto dal progresso tecnologico e l’effettivo utilizzo da parte delle istituzioni.

La struttura dell’Advisory Board prevede che ciascun paese del G7 e l’Unione Europea nominino un Referente, incaricato di selezionare un gruppo costituito da cinque innovatori.

Il Referente italiano è Diego Piacentini, Commissario per la Trasformazione Digitale.

I lavori del I-7, si concentreranno sulle opportunità che derivano dalla diffusione dell’intelligenza artificiale, sul valore dei big data e sui nuovi profili lavorativi che nascono di pari passo alle tecnologie digitali.

 

L’Italia presenta la fase due del piano industria 4.0

Nell’appuntamento di Torino il  ministro Carlo Calenda farà il punto sul piano industria 4.0 e in particolare  presenterà  la cosiddetta  fase due del piano, integrato nella manovra di bilancio.

Fase molto importante sarà quella della realizzazione dei nuovi Bandi per i Competence Center.

Si tratta di strutture da realizzare attraverso la partnership di imprese e centri di ricerca con l’obiettivo di veicolare al meglio l’innovazione attraverso il sistema imprenditoriale ed economico del Paese.

Su questo versante sono  stati accantonati 15 milioni di euro di investimenti per il 2017 e altrettanti per il 2018.

 

Industria 4.0: Proroga termini iperammortamento

14 Set , 2017,
esseti
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Esteso fino al 30 settembre 2018 il termine per usufruire dell’agevolazione dell’iperammortamento

iperammortamentoFonti: Sole 24Ore, MiSE

 

Il Ministro Calenda ha annunciato ufficialmente la proroga concedendo così alle imprese un’ulteriore sostegno per l’accesso all’investimenti in innovazione.


Dopo i dati positivi sulla ripresa economica e la produzione industriale arriva anche la buona notiza di un’altro sostegno importante alle imprese, soprattutto a quelle che hanno abbracciato positivamente la necessità di investire in innovazione.

Come già preannunciato, per le imprese che acquistano o intendono acquistare beni strumentali rientranti nel piano Industria 4.0. sarà possibile contare sull’agevolazione dell’iperammortamento fino a settembre 2018.

Lo ha annunciato il Ministero dello Sviluppo economico, che attraverso il il Decreto Sud, proroga i termini di scadenza di questa agevolazione.

In particolare, è stato esteso al 30 settembre 2018 il termine ultimo per la consegna dei beni ammessi all’agevolazione.

La condizione stabilita è che, entro la data del 31 dicembre 2017, il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione.

“Posticipare la scadenza entro cui deve avvenire la consegna del bene, significa di fatto, poter concedere alle imprese più tempo e maggiori possibilità di effettuare nuovi investimenti, leva indispensabile per imprimere un forte impulso positivo all’innovazione, alla produttività e all’occupazione.

L’obiettivo di questa iniziativa è contribuire al consolidamento dei segnali positivi registrati nei mesi scorsi, grazie alle imprese che hanno saputo cogliere le sfide dell’innovazione utilizzando al meglio le opportunità introdotte dal pacchetto di riforme varato dal Governo”

Accompagnare le imprese nella trasformazione digitale

2 Mag , 2017,
esseti
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Rivoluzione o trasformazione? Come accompagnare le imprese nel processo di change management legato alla tecnologia e alla digitalizzazione?

Il Ministero dello Sviluppo Economico pubblica la Guida dedicata agli strumenti attuativi del Piano nazionale Industria 4.0 e il ministro Calenda, attraverso una lettera diretta alle imprese, ha invitato a cogliere le opportunità offerte dal piano.

In questo scenario storico l’accresciuta capacità di interconnessione sta infatti radicalmente trasformando anche i modelli di business del sistema imprenditoriale e in particolare del sistema industriale con effetti sull’intera intera catena del valore di produzione.

Ma come si stanno preparando le imprese ad affrontare questa svolta? E si stanno davvero preparando?

Le occasioni e gli strumenti sono pronti e assumono diverse caratteristiche e tipologie, proprio per adattarsi a qualsiasi tipo di contesto, dalle grandi imprese alle piccole realtà imprenditoriali.

Innanzitutto è necessario affrontare il percorso avendo prima riconosciuto la necessità di cambiare “pensiero” e soprattutto visione

Industria 4.0 investe tutti gli aspetti del ciclo di vita delle imprese che vogliono acquisire competitività, offrendo un supporto negli investimenti, nella digitalizzazione dei processi produttivi, nella valorizzazione della produttività dei lavoratori, nella formazione di competenze adeguate e nello sviluppo di nuovi prodotti e processi.”

Per questo il punto cruciale è il cambiamento di mentalità e di atteggiamento  delle pmi.

Industria 4.0 è una questione culturale più che tecnologica. Non basta avere attenzione al prodotto, bisogna essere eccellenti un tutte le funzioni aziendali».

Per scegliere la stada della Digital Transformation nelle imprese serve prima di tutto consocenza e competenza.

Per questo sono essenziali piani di formazione e accompagnamento che possano guidare il management  nell’impostazione dei loro progetti di trasformazione digitale, affiancarle sull’individuazione delle migliori opportunità di finanziamento collegate ad industria 4.0, supportarle definendo la roadmap di adozione più efficace e aiutandole nella scelta dei partner più adeguati per cogliere tutte le opportunità disponibili.

Se sei interessato a valutare con noi una  Road Map della Trasformazione Digitale nella tua azienda ecco le nostre proposte

  1. Infrastrutture di rete e Cyber security
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Industriamoci: Cultura d’impresa per i giovani

3 Mar , 2017,
esseti
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Il progetto promosso da Confindustria su l’attuazione di iniziative per la diffusione della cultura d’impresa

EsseTi aderisce al Progetto promosso dai Comitati Piccola Industria e dal Gruppo Giovani Imprenditori attraverso Confindustria Toscana Sud sui territori di Arezzo, Grosseto e Siena.

Nell’ambito del progetto sono previste una serie di attività in collaborazione con le scuole quali testimonianze, visite didattiche, stage e project work.

Industriamoci

IndustriamociL’obiettivo delle inziative attuate con il progetto è quello di rendere sempre più stretti i rapporti di collaborazione fra istituti tecnici e professionali e le imprese del territorio, nella consapevolezza che formare e disporre di giovani qualificati ed in linea con le esigenze aziendali locali sia una strada irrinunciabile per sostenere la crescita e l’innovazione del sistema produttivo.

Il progetto si colloca nel contesto della Legge 107/2015, più nota come “La Buona Scuola”, che ha introdotto per le istituzioni scolastiche l’obbligo di attivare percorsi di alternanza scuola-lavoro, riconoscendo il diritto degli studenti italiani di imparare lavorando, e che del resto comporta per le imprese un impegno molto significativo, per il quale è necessario dotarsi di un sistema organizzato per gestire i rapporti con le istituzioni scolastiche.

EsseTi insieme ad altre 3 Aziende locali di Confindustria Toscana Sud, partecipa al primo dei 4 incontri previsti nel Progetto, rivolto agli studenti della IV calsse dell’Istituto Bandini di Siena.

In questo incontro  si parlerà di Tecnologie dell’Informazione e industria 4.0, con l’obiettivo di coinvolgere i giovani studenti al tema dell’innovazione digitale che ormai costituisce una delle prime priorità di investimento del sistema industriale e aziendale nel nostro Paese.

Le aziende del territorio si presentano quindi alle nuove generazioni per indicare la strada delle competenze del prossimo futuro di quelle che in buna sostanza potranno essere oggetto di piani di istruzione e alternanza scuola-lavoro sui quali la stessa Scuola punta ad investire.

EsseTi, attraverso l’intervento dell’Ing. Stefano Susini, CEO di Esseti e Vice presidente sezione terziario presso Confindustria Toscana Sud,  parlerà di ​“Cloud ​Computing e Cybersecurity”.

“Ritengo – afferma Stefano Susini,  che l’alternanza scuola/lavoro sia un momento fondamentale per la crescita dei lavoratori del domani. Le imprese di oggi hanno sempre meno bisogno di forme di apprendimento standardizzate e sempre più di giovani pronti ad imparare facendo, pronti a rispondere con le loro competenze e le loro capacità alle sfide continue che l’innovazione ci pone davanti. È fondamentale che scuola e imprese si avvicinino sempre più per poter progettare insieme percorsi che nello stesso tempo siano di stimolo per i ragazzi e li aiutino a superare la barriera fra momento formativo e momento applicativo che purtroppo permane nella nostra società. Sicuramente iniziative come questa contribuiscono a rafforzare il dialogo fra insegnanti e imprenditori che spesso è stato troppo debole in passato.”

 

Industria 4.0 e Agenda digitale: tempo di investimenti in innovazione

31 Gen , 2017,
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Iperammortamento e agevolazioni per gli investimenti in innovazioni tecnologiche per tutte le Aziende.

Il Disegno di LeggeBilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019” (4127), presentato il 29 ottobre 2016 dal ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, oltre a confermare per il 2017 il superammortamento al 140% previsto per le aziende che investono in beni materiali strumentali nuovi, introduce anche  l’iperammortamento al 250% per investimenti in beni materiali strumentali nuovi – di cui è stato fornito un elenco dettagliato nell’allegato A – che siano “funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo  il modello Industria 4.0”.

Iperammortamento e agevolazioniIl 25 gennaio 2017 a Roma, presso la Camera dei deputati si è svolto il Summit Industry 4.0, evento organizzato da Digital 360 che ha chiamato a raccolta i rappresentanti di quei mondi che insieme determineranno il futuro del Paese nel segno dell’Industry 4.0.

In questo incontro si è voluto dare quindi parola alle imprese direttamente interessate e coinvolte in questo importante piano di rilancio dell’indutria italiana. Passo necessario per dare via all’implementazione di un’azione sinergica di tutte le forze del Paese, dall’industria all’università alle istituzioni.

Nell’incontro sono stati affrontanti temi e questioni specifiche relative al piano Industria 4.0 con particolare riferimento agli aspetti fiscali e alle implicazioni di investimento agevolato nelle forme dell’iperammortamento e super ammortamento.

Questi temi saranno quindi posti all’attenzione dei legislatori per lasciare il campo sgombro da ogni dubbio sulla gestione degli investimenti e che il sistema impresa Italia ora non può più permettersi di rimandare.

Il nostro Team di Esperti IT è a tua disposizione per informazioni e approfondimenti sulle tipologie e le modalità di investimento che consentono di usufruire delle agevolazioni.

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Luci e ombre di Industry 4.0 Guarda i viedeo

G.Potti – Presidente CNCT


Che cos’è l’Iperammortamento

Con il nuovo iperammortamento al 250%, le aziende che operano in settori altamente innovativi,  hanno la possibilità di beneficiare di un bonus ammortamento al 250% della spesa effettuata.  Ne consegue quindi, che se un bene costa 1000 euro, può essere ammortizzato per un valore pari a 2.500 euro.

L’ iperammortamento 250% 2017 permette alle aziende di acquistare il nuovo bene strumentale fino al 30 giugno del 2018, a patto che l’ordine con il relativo acconto sia superiore al 20% e venga versato entro il mese di dicembre del 2017.


Allegato AConsulta l’elenco dei beni materiali strumentali che potranno godere dell’iperammortamento al 250%
Allegato BConsulta l’elenco  dei beni immateriali strumentali, connessi ad investimenti in beni materiali «Industria 4.0», che potranno usufruire del superammortamento al 140%

Banda Larga e IoT: in constante crescita l’accesso alla rete delle IoT . Tecnologie indossabili, automobili connesse in rete, industria 4.0.

3 Giu , 2016,
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Le connessioni Internet of Things supereranno quelle da smartphone entro il 2018.

Fonti:Research and MarketsCommissione europeaEricsson Mobility Report

Già molto si è detto sullo sviluppo costante dell’IoT (Internet delle cose), sulla modifica degli stili di vita lavorativi e sociali, sull’iperconnettività degli oggetti intelligenti collegati tra loro, nonché sull’enorme quantità di dati che viaggiano in rete o sulle “nuvole” e su come questi ormai siano diventati più appetibili rispetto ad ogni altra risorsa. Non è più solo una questione di dati personali e di tutela della privacy,  ma fonte di enormi opportunità di businness.

Molto ancora ci sarà da dire.

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Non si arresta infatti il trend positivo che vede il  tasso di crescita composto annuo del settore dei chip per l’Internet of Things (IoT) crescere dell’11,5%  e entro i prossimi due anni saranno connessi alla Rete più oggetti IoT (termostati, telecamere, sensori ambientali, etc.) che cellulari intelligenti.

Questi i dati di sintesi che emergano da due importanti apporti  internazionali di monitoraggio come il recente Mobility Report, datato giugno 2016, e il  Rapporto Research and Markets: “IoT Chip Market by Application Vertical & Geography – Global Forecast to 2022.

Questa invasione di accessi e di dati, determina la necessità di ampliare gli “spazi” di azione, la velocità di comunicazione, la solidità delle strutture che gestiscono e forniscono servizi.

Tradotto in termini economici in 5 – 6 anni, il  segmento dell’Internet delle cose passerà da un valore di circa 4,58 miliardi di dollari dell’anno passato ai 10,8 miliardi di dollari stimati per il 2022

Secondo il Rapporto della Commissione europea, nel 2020 saranno più di 6 miliardi gli oggetti intelligenti interconnessi su piattaforme Internet of Things (IoT), per un mercato che varrà qualcosa come 1.181,6 miliardi di euro, il 7% tondo del PIL dell’Unione europea a 28 Stati. Secondo studi specifici sull’Italia, ciò si traduce attorno ad un 5,4% del PIL nel 2020 (era calcolata al 2% nel 2014).

La “domanda di rete” è definita ormai da diverse aree tecnologiche che, stimolando la produzione di chip dedicati, riguardano non solo il rapporto comunicativo tra prodotti e servizi, ma l’utilizzo degli stessi dispositivi ‘indossabili (wearable device) ai prodotti e servizi per la salute, dai gadget elettronici (sconsumer electronic) alla building automation, dall’industria 4.0 all’automotive e i trasporti (connected cars, driverless cars).

Come già evidenziato, lo spazio necessario non riguarda solo il segmento della cosiddetta Internet delle Cose, ma anche il numero di sottoscrizioni a servizi di telefonia mobile, che hanno raggiunto quota 7,4 miliardi nel primo trimestre del 2016, con un aumento su base annua pari a circa il 3%.

Le sottoscrizioni di servizi di accesso a banda larga mobile, nel dettaglio, hanno raggiunto quota 3,7 miliardi, con una crescita anno su anno pari a circa il 20% e un incremento di circa 140 milioni soltanto nel primo trimestre del 2016.

Il contributo maggiore arriva comunque dai Paesi Asiatici, in testa l’India (+21 milioni). A seguire, Myanmar (+5 milioni), Indonesia (+5 milioni), USA (+3 milioni) e Pakistan (+3 milioni).

Paesi come Giappone, India e Cina, sostengono i ricercatori di Research and Markets, stanno progressivamente aumentando gli investimenti in ricerca e sviluppo proprio per promuovere l’utilizzo dell’Internet of Things nei settori di mercato appena menzionati. E proprio in Asia è attesa la crescita maggiore della domanda di chip per soluzioni IoT a livello globale.

Sul fronte delle connessioni, il rapporto Ericsson indica che le sottoscrizioni di servizi GSM/EDGE rappresentano ancora oggi il grosso del totale delle sottoscrizioni, ma nel 2021, prevedono gli esperti di Ericsson, il numero degli abbonamenti a servizi LTE e WCDMA/HSPA supererà di oltre il doppio quello degli abbonamenti GSM/EDGE.

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